LANDKITE – CAPITOLO TERZO #1

LANDKITE ITALIA 01

La Impala gorgoglia lasciandosi l’ultimo tornante alle spalle. Al carburatore Rochester la quota non piace. Andrea spegne il motore prima di fermarsi per vedere l’ago della temperatura che si rilassa. Il prato a fianco della strada non è eccessivamente largo, ma bello liscio e piano prima di declinare in maniera sempre più ripida verso nord. Proprio al centro hanno sistemato una rampa costruita con i tubi innocenti e rivestita di MDF. Scende, si appoggia al parafango, si guarda in giro.

– Ohi, ma perché non provi invece di stare a guardare? – gli urla qualcuno che gli passa davanti con un mountainboard.

Andrea vede i capelli lunghi che sbucano dal casco, poi guarda i fianchi.

– Scherzi? Infilare i piedi dentro quelle straps mi sembra il modo migliore per ammazzarmi – gli urla dietro Andrea mentre l’altra schizza via.
– Forte questa, eh? Non ci far caso, è solo un po’ selvatica – grida un ragazzo che cerca di starle appresso.

Sicuramente deve essere qualcosa come il complicato e inaccessibile sogno erotico di tutta la compagnia, pensa Andrea.

La zona più ampia del pianoro è un vasto pratone dal perimetro approssimativamente circolare. Basta guardare quel verde intenso per capire come l’erba sia incredibilmente fitta e morbida. Andrea non resiste alla tentazione di esplorare lo spot in ogni sua parte. Scavalcando una gobba tra gli alberi di roverella, si spinge fino all’estremità che dirupa verso la statale cinquecento metri più giù. Guarda il monte di fronte, brullo e indefinito dalla rifrazione provocata dal calore del primo pomeriggio, e accarezza gli steli di narcisi aggrappati da piccole lumache bianche. Alla sua destra ode un sibilo, voltandosi vede la mezzaluna arancione di un C-Quad, uno dei primi potentissimi kite da trazione messi in commercio. Gli sembra piuttosto strano che qualcuno si spinga fin là con il rischio di impigliare i cavi tra i rami, ma il rider corre con sicurezza e non mostra alcuna intenzione di fermarsi. Andrea comincia a preoccuparsi. Il buggy invece va in derapata per perdere un po’ di velocità, si arrampica su una specie di trampolino naturale ed effettua una strambata rapidissima, come se percorresse in pieno la curva parabolica di un circuito ovale americano.

© Riproduzione riservata

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